“Alto sospir, che duolo strinse in «uhi!», mise fuor prima; e poi cominciò: «Frate, lo mondo è cieco, e tu vien ben da lui. Voi che vivete ogne cagion recate pur suso al cielo, pur come se tutto movesse seco di necessitate. Se così fosse, in voi fora distrutto libero arbitrio, e non fora giustizia per ben letizia, e per male aver lutto. Lo cielo i vostri movimenti inizia; non dico tutti, ma, posto ch’i’ ‘l dica, lume v’è dato a bene e a malizia, e libero voler; che, se fatica ne le prime battaglie col ciel dura, poi vince tutto, se ben si notrica. A maggior forza e a miglior natura liberi soggiacete; e quella cria la mente in voi, che ‘l ciel non ha in sua cura. Però, se ‘l mondo presente disvia, in voi è la cagione, in voi si cheggia; e io te ne sarò or vera spia. Esce di mano a lui che la vagheggia prima che sia, a guisa di fanciulla che piangendo e ridendo pargoleggia, l’anima semplicetta che sa nulla, salvo che, mossa da lieto fattore, volontier torna a ciò che la trastulla. Di picciol bene in pria sente sapore; quivi s’inganna, e dietro ad esso corre, se guida o fren non torce suo amore. Onde convenne legge per fren porre; convenne rege aver, che discernesse de la vera cittade almen la torre. Le leggi son, ma chi pon mano ad esse? Nullo, però che ‘l pastor che procede, rugumar può, ma non ha l’unghie fesse; per che la gente, che sua guida vede pur a quel ben fedire ond’ ella è ghiotta, di quel si pasce, e più oltre non chiede. Ben puoi veder che la mala condotta è la cagion che ‘l mondo ha fatto reo, e non natura che ‘n voi sia corrotta. Soleva Roma, che ‘l buon mondo feo, due soli aver, che l’una e l’altra strada facean vedere, e del mondo e di Deo. L’un l’altro ha spento; ed è giunta la spada col pasturale, e l’un con l’altro insieme per viva forza mal convien che vada; però che, giunti, l’un l’altro non teme: se non mi credi, pon mente a la spiga, ch’ogn’ erba si conosce per lo seme. In sul paese ch’Adice e Po riga, solea valore e cortesia trovarsi, prima che Federigo avesse briga; or può sicuramente indi passarsi per qualunque lasciasse, per vergogna di ragionar coi buoni o d’appressarsi. Ben v’èn tre vecchi ancora in cui rampogna l’antica età la nova, e par lor tardo che Dio a miglior vita li ripogna: Currado da Palazzo e ‘l buon Gherardo e Guido da Castel, che mei si noma, francescamente, il semplice Lombardo. Dì oggimai che la Chiesa di Roma, per confondere in sé due reggimenti, cade nel fango, e sé brutta e la soma».”
“La S.S. Lazie (Salumi Sciosciari del Lazie, pronuncia: Lanzie), chiamata anche S.S. Quajie, Formellese o Ciociaria FC, è una società podistica di calcio, fondata a Valmontone o Velletri, nel millenovecendo. È indubbiamente la società podistica più antica della Capitale, nota per essere piuttosto snob nonostante le proprie origini burine, trattoresche e vanghesche. Conosciuta anche come “La terza squadra di Milano” gioca le sue partite nello stadio di Old Trattor situato in aperta campagna, che funge da parcheggio per i trentamila trattori che i tifosi usano per andare a vedere la partita.”
Vieni a veder la tua Roma che piagnevedova e sola, e dì e notte chiama:“Cesare mio, perché non m’accompagne?”.
I would like to leave this city. Mi piacerebbe scrivere che l’intento di questo miniblog, questa nuova avventura virtuale è quello di crescere, di esercitarmi nella scrittura, di essere utile in qualcosa come potrebbe essere l’informazione…ma no. Sarà un riportare fine a sè stesso, utile solamente a fissare degli attimi della mia vita, delle sensazioni, delle immagini o dei suoni: qualcosa di fondamentalmente inutile per qualcuno che legge da esterno, una perdita di tempo, una rottura di palle, ecco. Nello sfacelo totale di giorni tutti uguali (perchè si, più passano i giorni e più mi rendo conto di quanto tutto intorno diventi piatto) riesco ancora a trovare delle note positive, prima tra tutte me ne andrò presto (o quantomeno cambierò stile di vita). Non siamo fatti per rimanere legati tutta la vita ad un solo posto, ad una persona. Tutti abbiamo bisogno di viaggiare, di imparare, di crescere condividendo qualcosa e prendendo con noi parti e storie di altri. E’ errore comune, storicamente parlando, focalizzare sulle grandi personalità e i grandi eventi quando tutto nasce da qualcosa di più profondo che passa inosservato agli occhi della stramaggioranza: ci sono storie quotidiane, storie di vita che non riusciremmo mai neanche ad immaginare e che troppo spesso sottovalutiamo spinti dall’individualismo e, come se non bastasse, ad oggi, da una società che ci bombarda di futilità strumentalizzate (strumentalizzando noi di conseguenza) atte a celare i veri problemi di fondo. D’altra parte come recitava Orwell in 1984 “Finchè non diverranno coscienti della loro forza, non si ribelleranno e, finchè non si ribelleranno, non diverranno coscienti della loro forza.” Siamo schiavi della nostra stessa pigrizia e ci piace. Ci piace pensare quello che vogliono farci pensare. Ci piace sapere quanti e quali vestiti compra il nostro cantante preferito. Ci piace avere tutto e subito e chi meglio di LUI può rappresentare questa realtà? Rimango con un sorriso AMARO sulle note di Bolognina Revolution: ” Posso nascondermi dietro l’alone di una generazione che le rivoluzioni le pensa sul divano”.

I would like to leave this city.

Mi piacerebbe scrivere che l’intento di questo miniblog, questa nuova avventura virtuale è quello di crescere, di esercitarmi nella scrittura, di essere utile in qualcosa come potrebbe essere l’informazione…ma no. Sarà un riportare fine a sè stesso, utile solamente a fissare degli attimi della mia vita, delle sensazioni, delle immagini o dei suoni: qualcosa di fondamentalmente inutile per qualcuno che legge da esterno, una perdita di tempo, una rottura di palle, ecco.

Nello sfacelo totale di giorni tutti uguali (perchè si, più passano i giorni e più mi rendo conto di quanto tutto intorno diventi piatto) riesco ancora a trovare delle note positive, prima tra tutte me ne andrò presto (o quantomeno cambierò stile di vita). Non siamo fatti per rimanere legati tutta la vita ad un solo posto, ad una persona. Tutti abbiamo bisogno di viaggiare, di imparare, di crescere condividendo qualcosa e prendendo con noi parti e storie di altri.

E’ errore comune, storicamente parlando, focalizzare sulle grandi personalità e i grandi eventi quando tutto nasce da qualcosa di più profondo che passa inosservato agli occhi della stramaggioranza: ci sono storie quotidiane, storie di vita che non riusciremmo mai neanche ad immaginare e che troppo spesso sottovalutiamo spinti dall’individualismo e, come se non bastasse, ad oggi, da una società che ci bombarda di futilità strumentalizzate (strumentalizzando noi di conseguenza) atte a celare i veri problemi di fondo.

D’altra parte come recitava Orwell in 1984 “Finchè non diverranno coscienti della loro forza, non si ribelleranno e, finchè non si ribelleranno, non diverranno coscienti della loro forza.” Siamo schiavi della nostra stessa pigrizia e ci piace.
Ci piace pensare quello che vogliono farci pensare.
Ci piace sapere quanti e quali vestiti compra il nostro cantante preferito.
Ci piace avere tutto e subito e chi meglio di LUI può rappresentare questa realtà?

Rimango con un sorriso AMARO sulle note di Bolognina Revolution: ” Posso nascondermi dietro l’alone di una generazione che le rivoluzioni le pensa sul divano”.

I’m all for it.
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